40mila posti in meno con la cretinata delle chiusure domenicali…..

24/02/19 - 2 minuti di lettura

 

 

 

La legge del mercato, del capitalismo -ormai irrefrenabili, superpotenti- dice che più si fa vedere la merce più si vende. Le statistiche in tutti i paesi e in tutti i tempi confermano questa universale legge della rapacità commerciale. Non c’è niente da fare e chi tiene chiusa la sua bottega, prima o poi, deve chiudere. A meno che abbia dei prodotti unici, speciali, inimitabili che solo nella sua bottega si trovano. Disgraziatamente il mondo occidentale e progressivamente anche gli altri, sono preda di questa legge -e delle multinazionali-in base alla quale se si sta aperti anche di domenica, si vende di più. Anche perché è una legge matematica. E’ probabilmente sbagliato ma è così. Se si impone ai negozi di chiudere alla domenica, come lega e 5 palle avevano promesso, “ballano” ben 40mila posti di lavoro.;  questo divieto sulle aperture domenicali e non solo su queste dovrebbe valere “solo” per supermercati e centri commerciali e per altri casi particolari. Sono previste eccezione per queste città: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. E meno male, perché se dovesse essere a copertura totale, i posti di lavoro persi si decuplicano. Questo era un provvedimento che, come altri che i 5 palle e la lega avevano promesso di prendere entro il 2018, poi si è “imbastardito”, complicato, aggrovigliato e per ora è sospeso per aria. Ma, se dovesse essere applicato, è assolutamente sicuro che toglierebbe un’ulteriore opportunità di lavoro a chi già ce l’ha e a chi potrebbe averla. Cosa gliene frega a chi ha proposto questa cretinata, di chi vive o sopravvive solo se ha un lavoro? Niente. Ma intanto, tenendo in sospeso un provvedimento come questo, migliaia e migliaia di famiglie vivono nell’angoscia di perdere il lavoro, anche poco pagato, anche difficile, pesante, ma che sempre lavoro è. Chi toglie il pane dalla bocca della gente deve saperlo: porta sfiga. E di sfiga a questo Paese, tra terremti, incendi infiniti, spaventosi tifoni, allagamenti mai visti prima d’ora, disgrazie, delocalizzazioni enormi, aumento delle mafie dell’Est Europa e delle ruberie, nel 2018, ne è venuta tantissima, anzi, un concentrato mai mai mai mai visto. Un dubbio: ma c’è qualcuno, da qualche parte che ci sta portando tanta sfiga da alcuni mesi in qua?

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