A rischio un primato mondiale italiano, le cucine professionali

09/11/20 - 3 minuti di lettura

Andrea Rossi, presidente di EFCEM Italia, l’Associazione Produttori Attrezzature per Ristorazione e Ospitalità, ha confermato oggi, martedì 10 novembre, in occasione dell’Assemblea Generale di Milano, quello che era inevitabile aspettarsi e cioè che il primo e il secondo lockdown dei locali pubblici, anche quelli all’estero, hanno messo in una grave e prolungata crisi quello che era un settore industriale con primati mondiali. Un settore che, come ha dichiarato, chiuderà il 2020 con un crollo degli ordinativi del 40 per cento. I numeri: un calo degli ordini del 35 per cento nel primo quadrimestre, seguito nel periodo maggio-giugno da una diminuzione del 27 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. “Abbiamo comunque mantenuto-sottolinea Rossi- le attività produttive ma abbiamo la necessità di contare su un supporto per le categorie della ristorazione, ospitalità e turismo, per l’acquisto delle attrezzature tecniche, destinate allo svolgimento delle attività, attraverso –prosegue Rossi-un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nel settore Ho.Re.Ca, con la possibilità di cessione del credito, riservato ai soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto introdotto dal DL Ristori”. Prima assoluta a livello mondiale per le esportazioni, EFCEM Italia batte Cina e Germania, grazie soprattutto a prodotti di medio-alta e alta qualità. Nel 2019 il fatturato aveva superato i 5 miliardi di euro, pur perdendo punti in termini di margini operativi in un mercato altamente competitivo. L’arrivo del Covid-19 ha interrotto un percorso di grande successo sui mercati mondiali e “con criticità che –ha sottolineato Rossi- avranno un lungo e doloroso strascico temporale, più pesante di quello che sta danneggiando il settore degli utenti finali delle attrezzature e cioè la ristorazione e l’ospitalità”. E’ importante infatti sapere che il riavvio di una struttura costituita da beni strumentali e prodotti di notevoli complessità dell’hardware e del software è inevitabilmente più lento e difficile rispetto ai tempi della riaperture di locali e spazi pubblici. La pandemia è arrivata proprio nel momento in cui le aziende avevano impegnato risorse finanziarie consistenti e dovevano accelerare questi investimenti per restare numeri 1 mondiali della filiera. Questo per aumentare l’ecosostenibilità di processi e prodotti particolarmente energivori. Le aziende italiane di EFCEM, con un export di 3,8 miliardi di euro su 5 di fatturato, occupano i primi posti non solo per quantità, ma soprattutto per le fasce alte e medio-alte. Il commercio mondiale valeva 27 miliardi di euro nel 2018 e si avviava a superare i 33,2 miliardi nel 2022 secondo una recente ricerca del Sistema Informativo Ulisse. Il made in Italy, è considerato dagli chef internazionali più affermati (che sono il riferimento per tutti gli operatori del settore) quanto di meglio è disponibile per le più diverse forme di ristorazione. Il comparto è diventato così il numero 1 nell’esportazione delle attrezzature per la panificazione, per le macchine per caffè e cottura secondo di pochissimo alla Germania (ma in via di superamento), e secondo alla Cina nella refrigerazione e nel lavaggio delle stoviglie. E’ comunque importante sapere che i danni per tutta la filiera del food potrebbero essere parzialmente ridotti grazie al prezioso marketplace di HOST, la prima fiera al mondo del settore della ristorazione e della ospitalità che si svolgerà a novembre a Milano. 

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