Sarà un misto-griglia del cattivo gusto dei gang-miliardari che regnano a Las Vegas e Miami: lusso di lustrini, folla di prostitute/i strafighe/i e rapaci, di vecchiacci e vecchiacce strafottenti e sgangherati, di evasori italiani dello star system della tv e del cinema. Su uno sfondo mediterraneo, quello di Gaza, molti casinò e casini, molti hotel costosissimi di orrendo stile ispano-greco-chalet svizzero (lo stile dell’immobiliarista trump) e su tutto e tutti un giro gigantesco di droghe e drogati, fatti e strafatti.
Signore e signori ecco la Gaza in stile Miami Las Vegas del canaro americano. Che con il suo “board of peace” ha raccolto tiranni, autocrati, canaglie di tutte le risme con condanne pendenti in tutto il mondo, torturatori, golpisti, ladri e simili.
E i palestinesi?–“Chi-se-ne-fotte”risponde all’incirca così un arabo-americano dei peggiori, “troveranno posti di lavoro se vogliono restare”…e mentre i palestinesi faranno da schiavi con paghe di fame negli hotel, nei casinò e nei bordelli, come i chicanos in USA, i padroni sono pronti da un bel po’ a sbranare la striscia di Gaza, attirando i peggiori arnesi della malavita finanziaria mondiale, quella che vive di immobiliare, droghe, traffico di donne, bambini, beni culturali e armi.
Cioè la gran parte dei sostenitori del canaro americano. Certo, ci sono alcuni/e premier che non sono entrati/e ancora nel giro, storcono il naso, solo appena appena scandalizzati/e, ma già pregustano il piacere di partecipare ad un banchetto che, più che di allegria e di soldi, puzza, lontano un miglio, di morte, di distruzione, di orrori.