“L’alternativa agli esuberi, la cessione” dichiara Elena Del Giudice, giornalista, esperta di economia del Nord Est

12/05/26 - 2 minuti di lettura

Elena Del Giudice, super esperta in economia italiana e del Nord est, è una firma molto seguita de Il Gazzettino, Il Messaggero Veneto e del Nord Est Economia ed ha approfondito con grande attenzione  le alterne vicende dell’industria italiana degli elettrodomestici e specificatamente di quella del Triveneto. Con piacere pubblico un suo contributo. Il mio blog, molto molto seguito, in diverse lingue e con lettori soprattutto all’estero, ospita e ospiterà volentieri pareri  e informazioni sui problemi attuali e futuri del nostro Paese e dell’Europa.

L’annuncio shock di Electrolux che lascia intravedere un dimezzamento della produzione in Italia con 1700 esuberi, operazione-anticamera di un abbandono definitivo della multinazionale svedese diventata colosso del “bianco” con l’acquisto – e il salvataggio – della Zanussi, personalmente lo trovo meno impattante di quel che avevo immaginato.

Poteva essere peggio?-Se la logica fosse esclusivamente quella dei costi e del rapido recupero della marginalità al 6%, allora la decisione avrebbe dovuto essere più drastica, con lo smantellamento di interi stabilimenti e trasferimento di produzioni laddove costo del lavoro e costo dell’energia garantiscono un vantaggio competitivo. Mi vien da dire che l’operazione annunciata l’11 maggio è stata calibrata per essere meno devastante sul piano sociale, ma chiara nella direzione che il gruppo ha individuato per sopravvivere.

Declino inarrestabile-Questo sembra essere il destino per l’elettrodomestico italiano ed europeo, a meno che quelle due paroline spesso pronunciate, “politiche industriali”, non si traducano in fatti. Ma se la vicenda dell’automotive insegna qualcosa, temo sia una speranza vana.

RSU chiedono il golden power-Abbiamo “consegnato” il bianco a cinesi e coreani, e ci siamo quasi rassegnati. Il sindacato che ieri invocava il golden power davanti all’ipotesi di un passaggio di mano di Electrolux a Midea, oggi lamenta che non sia prevista un’operazione analoga a quella realizzata con i cinesi negli Usa per l’Italia. L’alternativa ad una cessione è il piano da 1700 esuberi…

La UE e le regole mal scritte-Le ipotesi, a questo punto, non sono molte. Il sindacato, ma anche il Mimit e le Regioni, chiederanno un piano industriale che contenga prospettive – che al momento non si vedono -. Andranno costruite però le condizioni per una produzione competitiva in Italia, e questo chiama in causa anche la Ue e le sue regole mal pensate e peggio scritte.

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