“Seguite i soldi, troverete la mafia”: sono le parole ormai scritte sul marmo della storia e della memoria che il grande Giovanni Falcone pronunciò nel 1982, durante un corso per magistrati a Castelgandolfo. Una frase che racchiude il cuore del suo metodo investigativo che, nel seguire i flussi degli investimenti, trovava sempre gli occulti legami che la mafia costruiva con i peggiori protagonisti della vita politica.
Come la mafia stende la sua rete-Dove si concentrano ricchezza, potere, corruzione, e cioè nelle aree ricche del Paese, la mafia e la ‘ndrangheta creano reti di strettissima alleanza e ricatto con i mestatori della setta delle sette, la massoneria, con la palude opaca dei colletti bianchi e dei professionisti disposti a tutto. E soprattutto con quegli imprenditori delle regioni ricche, disposti a tutto pur di ingrossare i loro profitti con nuovi alleati.
Da decenni e decenni le mafie prosperano al Nord-le inchieste più clamorose, più “pesanti”, quelle che coinvolgono settori vitali dell’economia e dei servizi più lucrosi, squadernano centinaia di nomi, di prove, di impressionanti fiumi di miliardi di euro “sporchi”. Non a Palermo, a Reggio Calabria, ma nel Varesotto, nelle province di Milano, di Bergamo, di Brescia, di Lecco, di Como…e tra le centinaia di padroncini veneti. E’ in effetti la provincia industriale quella che offre più complicità, manodopera, e tanti, tantissimi “danè” e “sghei”. E voglia di illegalità, di evadere i fisco in nome di una autonomia indecente.
“Dané” e “sghei”-Dove prospera questa rete? Nei centri industriali di Gallarate, Busto Arsizio, Cologno Monzese, Monza, lungo tutta l’autostrada del “dané” e degli “sghei” che unisce le due ricchissime regioni del Nord Est tra morti ammazzati, sindaci direttamente eletti dalle cosche, intere giunte “sporche”, professionisti di grande fama e disposti a tutto, avvocati e commercialisti massoni, framassoni, Opus Dei, comunione e liberazione…. sostenuti e difesi dai “loro” quotidiani.
Mafia e sette-E’ un mix osceno di sette, a parole nemiche storiche -come per esempio massoneria e opus dei-ma strettamente unite nella realtà del denaro sporco. Con il pattern di base che la torbida gestione regionale della sanità arricchisce a danno di chi lavora onestamente, di pensionati, di imprenditori onesti che spesso non reggono i ricatti e la concorrenza sleale di imprenditori corrotti e corruttori, E di prestanome arrivati da anni dal profondo Sud ma molto ben accasati qui nel ricchissimo Nord Est,
E poi vincono le elezioni come?--Naturalmente tessono una tela politica-economica che si cementa sul territorio con sistemi clientelari, minacce, acquisti di voti, mazzette voraci, killer e picchiatori fascisti (della Varese -bene per esempio, serbatoio da sempre della peggiore criminalità). Così riescono a creare una compatto esercito di votanti legati da parentele, origini meridionali, mazzette, ricatti, compravendite di voti e di favori. Con coincidenze chiarissime tra destra, estrema destra e criminalità che decine e decine di processi hanno per sempre ufficializzato. Sotto questo coperchio maleodorante di illegalità ,”lavorano” i capi-bande delle ‘ndrine e delle cosche, in combutta con “cravattari” svizzeri e italo-svizzeri, spesso legati a servi di spionaggio stranieri (israeliani per esempio)impadronendosi di PIM in difficoltà, dove lasciano a far da prestanomi i vecchi proprietari ma svuotandole di profitti per usarle nella logistica, nell’ortifrutta, nell’edilizia, nella meccanica, e nei servizi sanitari per la regione (La Lombardia ha record di processi per corruzione della sanità).
Crisi e Dubai, paradisi fiscali -Dopo la sanità, dopo la logistica, l’orto frutta, l’edilizia, è la manifattura meccanica del Nord Est a essere trascinata nella gigantesca centrifuga delle mafie che usano da sempre i paradisi fiscali (a partire dalla ospitalissima Svizzera e ora Dubai) per favorire, da un lato il trasferimento dei profitti dei “padroncini” nei tanti paradisi fiscali mondiali e da un lato per diventare proprietari occulti delle loro aziende. Che diventano così preziose washing machine. Spesso si tratta di storici centenari brand svuotati dei profitti e messe in crisi grazie alla complicità di private equity e “cravattari” notissimi…e dai giovani eredi dei fondatori molto spesso imbelli e incapaci . Ne stanno chiudendo tante di queste imprese storiche, complici le crisi e le competizioni mondiali, il dumping cinese….E con migliaia di dipendenti a spasso. E allora leggete bene i risultati delle elezioni, di qualsiasi elezione…vedrete la strettissima coincidenza tra queste tele spesse di complicità e tra le mafie e il territorio.