Majaps, tutti vendono ma chi compra? Gli stramiliardari big cinesi? Eh si, però aspettano lungo la riva…..

11/06/25 - 3 minuti di lettura

Ricordate? Qualche anno fa sono stato l’unico giornalista a scrivere che Midea, Haier e altri big cinesi avevano fatto offerte miliardarie per i  giganti americani ed europei in crisi.  Ho avuto per mesi smentite sdegnate, critiche, minacce di querele (mai partite)….ma avevo ragione. Attenzione ora perchè si, il tempo delle M&A, cioè dei merger and acquisition, prosegue con trattative riservatissime e interventi politici di alto livello. Vediamo i punti fondamentali.

1-Midea? Rimasta a bocca asciutta-Se Midea è rimasta all’asciutto avendo ricevuto il rifiuto dalla Whirlpool, ha però fatto acquisizioni strategiche nella robotica e con la Teka può contare su un brand i fascia medio alta. Ed è, sempre con acquisizioni e investimenti, diventato il n.1 europeo delle tecnologie energetiche alternative. Bene. No, anzi, male perché l’incredibile e stupido errore del management finanziario americano (notoriamente costituito non da aquile ma da corvi rapaci) ha preferito la Arcelik. “Beh, Beko ha limitato i licenziamenti, anzi investe”, dice Urso-Crozza. Ma a chi la racconta?

2-Meglio Arcelik di Midea? No- La scusa in base alla quale era stato deciso di scartare l’offerta Midea era legato al fatto che questa aveva chiesto di avere quasi solo i brand di Whirlpool EMEA, senza fabbriche (obsolete da decenni e decenni). Un macello sociale. Bene. Anzi no. Male, perché oggi da diverse fonti e da diversi super esperti arrivano consistenti voci sul fatto che BEKO intenderebbe vendere una parte importante di ciò che ha acquisito. Anzi, sarebbe in vendita.  Sarà un macello sociale?

3-Beko vende Si dice, si dice-Altro che inni gioiosi del ministro Urso (avete visto le fantastiche imitazioni di Crozza? Che goduria) per l’accordo sul “salvataggio” delle fabbriche italiane della ex-Whirlpool-Indesit. Ma come? Il perché è presto detto: la gloriosa campagna di acquisizioni avviata negli ultimi anni dal vertice Arcelik di decine di catene di retail, fabbriche, brand, centri di produzione in tutto il mondo, in Asia, MO, Europa, Africa, è stata molto molto onerosa e non ha dato i frutti sperati. Anzi, se guardate i bilanci da almeno un anno sono nettamente negativi, gli utili abbattuti, le vendite al ribasso, i prodotti nuovi pochi, e una generale mancanza di strategia.

4-Difficili rapporti con la stampa-Quanto alla conquista delle Americhe, beh, i dazi e il mercato Usa in recessione sono un gigantesco ostacolo. Peccato, davvero, perché una delle cause di questa situazione è che i rapporti tra management europeo e  management turco  sono difficilissimi, si tratta di una “casta” chiusa che difficilmente collabora…Disastrosi poi i rapporti con la stampa: rifiutano interviste, non rispondono alle domande, dialogano-si fa per dire-solo con i blog che li incensano…

5-Electrolux invece…-In nemmeno due anni Electrolux ha cambiato marcia: si è preparata per rsistere o per vendersi al meglio? La Haier è sicuramente in pole position e insiste a ragione. Le fabbriche Electrolux sono gioielli di tecnologie digitalizzate, gli elettrodomestici hanno primati di efficienza eccellenti…E il CEO che oggi regge le fila del Gruppo proviene dalla Haier. L’unico grave bug è che nessun elettrodomestico Electrolux è connettibile i n rete. Non è IoT. Una carenza che Haier può immediatamente riparare essendo all’avanguardia in questo settore.  Nel frattempo conviene dare un’occhiata all’indice di penetrazione dei grandi elettrodomestici nei paesi occidentali: tutti vicino al 90 per cento, anzi, l’Europa vanta il primato mondiale della maggior saturazione con oltre il 100 per cento delle lavatrici e quasi il 100 per cento dei frigo e così via. Come si fa a vendere milioni di nuovi majaps quando i mercati europei e americani sono ormai inchiodati sulla sostituzione?

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