Non comprate, non regalate queste bambole, fanno la spia

26/11/17 - 2 minuti di lettura

 

 

 

Prima in Francia, poi in Germania, le associazioni dei consumatori sono in forte allarme; alcune bambole e orsetti connessi via WiFi sono a rischio hackers. Come mesi orsono avevamo scritto, la connessione WiFi -per ammissione del costruttore- non è protetta. Il che significa che chiunque con un pc portatile e smanettando un po’, entra virtualmente in casa vostra. Disabilita l’impianto di sicurezza o fa altri danni…ma quel che è peggio la protezione dei dati personali non esiste. Si tratta infatti di prodotti commercializzati da multinazionali americane che sono assolutamente disinteressate al problema. E anzi riportano sulle avvertenze d’uso dichiarazioni molto chiare. “ Utilizzando questo prodotto ci state comunicando informazioni personali che noi raccogliamo, conserviamo e trasferiamo negli Stati Uniti o verso altri territorii dove non esiste la protezione dei dati personali. Se voi non accettate questo, dovete espressamente comunicarcelo”. Cosa che in Italia quasi nessuno fa.

Chi compra i nostri dati?

Il tutto in caratteri microscopici e poiché siamo molto distratti -a differenza degli altri cittadini europei-non leggiamo quasi mai questi avvisi, e lasciamo che qualcuno entri per così dire nella nostra intimità. Che i nostri dati personali, le nostre abitudini, il nostro spazio domestico, ciò che ci raccontiamo tra famigliari, i nostri gusti e le nostre spese, tutto insomma la nostra vita privata, venga catturato e usato in uno qualsiasi dei paesi dove -come dichiara il costruttore americano-non esistono protezioni e tutele. Possiamo trovarci invasi da virus, da ransomware, da offerte insistenti, da truffe molto difficili da individuare, da un universo di gravi aggressioni virtuali e non solo. Tutto perché le multinazionali di qualsiasi nazionalità vendono anche a bande di malaffare ingenti quantità di dati. Che diventano oggetto di commerci illeciti sul web oscuro, quello che sfugge a qualsiasi controllo. Durante il Black Friday sono stati venduti milioni di giochi e giocattoli connessi al 90% fabbricati in Asia ma venduti dai network commerciali di multinazionali on line e off line. Che guadagnano molto vendendo i nostri preziosissimi dati personali.

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