Tre anni per ripensarci? Electrolux lo promette ma intanto taglia R&D, fabbriche, qualità, dipendenti

05/10/26 - 3 minuti di lettura

Oggi, lunedì 5 ottobre, all’ennesimo “tavolo” di discussione dell’ennesima crisi degli elettrodomestici, con Il MIMIT, Electrolux e le RSU dell’azienda, è chiaro un fatto denunciato ripetutamente dalle RSU: Electrolux non passa alla definizione del piano di licenziamenti ma anzi -come sottolinea Augustin Breda, grande esperto – aumenta i ritmi di produzione, assume e sollecita dall’Europa provvedimenti per proteggere il made in Europe dalla concorrenza asiatica e per rilanciare le aziende dell’Unione. “Electrolux, il grande inganno: fabbriche a ritmi record, assunzioni a termine, ma tagli a ricerca e 1.450 posti da sopprimere. All’orizzonte la cessione?” Se lo chiedono  dipendenti .

3 NEWS CLAMOROSE– Come da più parti è stato denunciato, il big svedese dopo l’annuncio della joint venture con Midea per l’America, ha fatto scelte contradditorie.  Dalla riunione di lunedì 8 ottobre risulta che allungherà per così dire il piano dei licenziamenti in tre anni e che investirà negli stabilimenti 80 milioni di euro. Quanto alla fabbrica di cappe di Cerreto clamorose due notizie: Francesco Casoli, presidente e CEO di Elica, ha dichiarato che Urso gli ha chiesto di acquisirla. Casoli ovviamente ha dato una riposta negativa e nel contempo ha chiesto che l’Europa prenda provvedimenti -i dazi- urgenti per difendere dal dumping le aziende europee. Ma cosa assai grave, Electrolux avrebbe deciso di acquistare le cappe di fascia alta dalla concorrente fabbrica di Franke, situata nelle Marche, comprata da Franke dalla Faber nel 2005.

Il percorso di Electrolux identico a quello di Whirlpool e Beko-Si comincia con il diffondere voci di cessioni e di gravissime crisi, dando sempre la colpa all’Europa. Poi si passa a sfoltire in diversi anni tutte le fabbriche, quindi si disinveste in R&D (Beko si è presa i brevetti, le innovazioni , il prezioso valore delle aziende italiane e lo usa male con prodotti made in China, made in Polonia, made in Turchia eccetera); non si mantengono le promesse di investimenti, si convince il governo a fare dichiarazioni ottimistiche false (“Non ci sarà nessun licenziamento”), si portano brand italiani di grandissimo glamour su prodotti di pessima qualità fabbricati in Cina o in fabbriche obsolete dell’est Europa, si dichiara ogni 6 mesi di prodigiosi piani di rilancio.…

Colpa dell’Europa? Si, ma è la destra che ha bloccato l’Europa-Poi, peggiorando la crisi grazie al dumping asiatico, zacchete, tutta la colpa si dà all’Europa. Poi, ai cretinetti della destra occorre ricordare che è la destra di Bruxelles -con la clava fascista dell’unanimità-che ha osteggiato insieme ai governi reazionari, qualsiasi provvedimento presentato per snellire, sburocratizzare, migliorare il percorso decisionale degli organismi europei. E’ la destra di Meloni e dell’ orban che lo fa mantenendo la vergognosa che blocca qualsiasi iniziativa europea.

E il futuro di Midea-Electrolux?-600 dipendenti tra tecnici e ricercatori dei centri nevralgici di ricerca Electrolux in Italia tagliati. Tutto arriverà dalla Cina? Una ventina circa di mega dirigenti arrivati in Electrolux, molti con conoscenza del mandarino, del mercato cinese o provenienti da giganti cinesi. Nessun investimento da Midea ma investiti miliardi da Electrolux in America dove i mercati sono in una durissima crisi. La joint venture va male nonostante le promesse di un radioso futuro. In Cina la situazione economico-sociale è peggiorata più del previsto e dalle fabbriche che non possono assolutamente ridurre la produzione e i dipendenti arrivano valangate di pessimi prodotti con controlli di qualità ridotti al minimo.

Arriva dalla Cina un nuovo tsunami-Le guerre del trump stanno creando enormi aumenti su tutte le linee delle filiere logistiche. Disastrosi effetti che stanno provocando -e siamo solo agli inizi-mancati arrivi di componenti e ricambi, ritardi enormi, costi stratosferici. SE SI GUASTA UN APPARECCHIO MADE IN CHINA, SETTIMANE E SETTIMANE DI ATTESA. SIAMO SOLO AGLI INIZI. Le private label poi sono un disastro…

PROSSIMI APPUNTAMENTI PER ELECTROLUX: 8 ottobre per stabilire i dettagli stabilimento per stabilimento. 29 ottobre per vedere se Electrolux ha presentato un nuovo piano.

 

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