Federica Nerini, giornalista, docente LUISS, ha scritto su linkedin un rapido articolo dal titolo: “CHE COSA STA SUCCEDENDO IN GERMANIA?” Ecco, qui di seguito, il testo. Davvero perfetto, esemplare, chiaro, documentato.
“Perché il dato manifatturiero tedesco cambia le prospettive dell’Eurozona. C’è un segnale, nel monitoraggio costante della salute economica europea, che negli ultimi due anni ha pesato come un macigno sulle aspettative di crescita: la stasi del comparto industriale tedesco.
Per chi osserva i mercati, vedere la Germania in affanno non è mai solo una questione nazionale, ma un freno a mano tirato per l’intero continente.
Ecco l’inversione di tendenza-Oggi, però, i grafici di S&P Global e hashtag#Bloomberg ci consegnano una fotografia diversa, che profuma di inversione di tendenza.
Per la prima volta dopo una lunga serie di mesi passati “sotto la linea di galleggiamento”, il settore manifatturiero della Germania è tornato a mostrare segni di espansione.
Superare la soglia dei 50 punti dell’indice PMI non è un semplice traguardo statistico; è il momento in cui la narrazione passa ufficialmente dalla “gestione della crisi” alla “pianificazione della crescita”.
È interessante notare come questo recupero non sia avvenuto nel vuoto.
Quello che conta? La produzione industriale-Se i servizi hanno tenuto botta con una resilienza ammirevole, è la risalita della produzione industriale a dare solidità all’indice Composite.
Questo suggerisce che le catene di approvvigionamento si sono finalmente stabilizzate e che la domanda, seppur cauta, sta ricominciando a bussare alle porte delle fabbriche della Ruhr e della Baviera.
E per l’Italia è ….musicaaa-Per noi in Italia, partner privilegiati e integrati profondamente in queste filiere, questa non è solo una buona notizia “per gli altri”. È ossigeno puro per il nostro export e per la nostra componentistica. Se la locomotiva d’Europa riaccende i motori e si coordina con l’attuale ondata di investimenti record che sta interessando l’azionario europeo, lo scenario per il 2026 inizia a farsi decisamente più interessante di quanto le previsioni più pessimistiche lasciassero presagire solo pochi mesi fa.
E poi non è un fuoco di paglia!-Siamo di fronte a un fuoco di paglia o a una ripresa strutturale?
La strada verso i livelli pre-crisi è ancora lunga, ma la direzione sembra finalmente quella corretta.